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.: capitolo 4

Bossa Nostra - La Vera Storia.
di Emanuele Bigi

Il gruppo jazz/funk-jazz/brasilian-jazz di Reggio Emilia nasce dall’incontro casuale avvenuto al Tatanka, locale di Campogalliano (Mo) in occasione del concerto del gruppo inglese acid-jazz degli IZIT, nel lontano 1993, dell’allora giovane e sconosciuto pianista reggiano Emanuele Bigi con il dj e produttore bolognese Luca Trevisi, già affermato a livello nazionale.
Il dj chiede al pianista se conosce i musicisti giusti per formare un gruppo di latin-jazz/brasilian-jazz/funk-jazz ispirato alle sonorità anni ’60 e ’70. Emanuele risponde positivamente anche se al momento non ha idea di cosa il dj stia dicendo.
Immediatamente contatta l’amico Alessandro Lugli batterista di grandissimo talento e il bassista Paolo D’Errico dei “Ridillo” che si alerternerà nel primo EP di tre pezzi “Bossa Nostra” con paolo Gialdi sempre al basso.
Grazie a loro arriva il notevole Luigi Storchi ai sassofoni, da Campagnola Emilia. Il primo ep comprende 3 pezzi : due brasilian-jazz ossia la cover della celebre hit di Marcos Valle “Cricket sings for Anamaria” e l’originale “Bossa Nostra Theme” sul alto A ed un funk-jazz improvvisato decisamente seventies sul lato B intitolato “Kontaminazione”.
Le mille copie in vinile (oggi alquanto rare) vengono letteralmente bruciate in poche settimane in tutta Europa ottenendo ottimi riscontri di critica. Lo stesso Marcos Valle (non è uno scherzo), ascolta il pezzo in un club acid-jazz di New York, salta sulla poltrana e manda i complimenti al gruppo tramite un noto produttore/dj. La casa discografica IRMA RECORDS chiede a questo punto L’ALBUM.
Purtroppo tranne il sassofonista Storchi, gli altri elementi presenti nel primo ep hanno già gruppi stabili : Paolo D’Errico con i notevoli RIDILLO, Alessandro Lugli con i FUNKY COMPANY gustosissimo gruppo soul-funk-jazz con Jenny Bersola alla voce (già con Emanuele Bigi nell’Around Jazz Duo dal 1989 al 1992), Paolo Gialdi con una pressante attività di turnista. Tutto da rifare quindi. Emanuele forte della presenza del grande Luigi Storchi ai sassofoni (tenore, contralto e soprano), rimasto fedele, non si abbatte e chiama l’amico di vecchia data Massimo Mussini, pregevole chitarrista reggiano e persona straordinaria, con il quale ha condiviso l’adolescenza, (suonando anche in jam session pezzi dei Rolling Stones fin dall’età di 13 anni, con il grandissimo chitarrista Yuri Bellelli scomparso poi prematuramente). Grazie a Massimo arriva il bassista e compositore parmigiano Stefano Carrara mentre Luigi segnala il formidabile Adriano Molinari batterista di Ravarino (Modena) destinato poi dal 2000 a diventare il batterista stabile di ZUCCHERO FORNACIARI in tutti i dischi e in tutti i tour LIVE. Con questa formazione i Bossa Nostra affrontano la composizione di brani originali e l’aarangiamento di 3 cover per dar vita all’album SOLARIA su IRMA RECORDS distribuzione SONY a livello mondiale.
Il disco viene inciso (e in parte composto/improvvisato) in una sola settimana presso gli studi di Castelfranco Emilia. I cinque musicisti restano concentrati e carichissimi onostante gli inevitabili dissidi fra loro e il produttore/dj Luca Trevisi che vuole mantenere una certa sonorità e una certa ritmica non sempre vicine alle idee del gruppo. Il gruppo spinge verso il jazz, il produttore verso il groove e la linearità (necessarie perché il prodotto sia più fruibile). Nessuno ha torto. Notevole l’apporto di Luca Roccatagliati al flauto in alcuni brani, grande dj, divenuto poi celebre a livello internazionale con la sigla MAFFIA SOUND SYSTEM, successivamente produttore di svariati progetti nel campo della musica elettronica: electro, drum’n’bass, break-beat, nu-jazz. Solo due i brani cantati nel disco. Il compito viene affidato alla storica voce femminile nera di VICKY ANDERSON già al fianco di JAMES BROWN per 20 anni (gli anni ’60 e ’70) nonché moglie di Bobby Byrd (“get up…fell like bein a sex machine”) cantante che scrisse parecchie hit accreditate a James Brown. Fra lo stupore generale, Bobby Byrd comparì in sala d’incisione con la sua tenuta di pelle nera, giusto per salutare e per benedire il lavoro. I due cantati cono “Message from a soul sister” di James Brown cantato dalla Anderson 30 anni prima, e “Home is where the hatred is” hit-soul-funk di Gil Scott-Heron”.
Gli altri brani sono equamente divisi fra Storchi, Bigi, Carrara, Mussini. Il disco SOLARIA esce nel 1995, viene distribuito in tutto il mondo dalla SONY MUSIC ottenendo brillanti recensioni ed arrivando a vendere con le successive ristampe oltre 20.000 copie in cd, traguardo notevole per un album di jazz/funk-jazz/brasilian-jazz peraltro quasi tutto strumentale. Solo mille le copie del doppio vinile stampate, oggi una rarita’.
Grazie ai passaggi radiofonici (notevole l’apporto sincero e disinteressato dei NICK THE NIGHTFLY su Radio Monte Carlo) e alle partecipazioni a trasmissioni televisive (Canale 5, Italia 1, TeleMonteCarlo) il gruppo suona nel triennio 1995-1996-1997 nei più importanti locali italiani arrivando al record di 800 paganti in quel di Bari, grazie all’organizzazione e la sostegno dell’insuperabile Nicola Conte. Nei live del gruppo di quei formidabili anni si alternano alla voce i migliori cantanti emiliani: Daniela Galli, Simone Valeo, Giordano Gambogi a cui oggi il gruppo rinnova il ringraziamento. Da citare anche il concerto al JAZZ CAFE’ di LONDRA nell’ottobre 1996 in cui il gruppo ottiene un grande successo. Nell’ottobre del 1997 Emanuele abbandona il gruppo per l’impossibilità di gestire l’attività del Planet Music.
Questa la versione ufficiale.
Passa il testimone e la conduzione del gruppo a Stefano Carrara che si occuperà del nuovo disco, dalla composizione alla produzione. Emanuele suonerà solo in un pezzo di “Bossa Nostra feat. Bruna Lopez” che vede la luce nel 1998. Le vendite del secondo album non raggiungono nemmeno la metà del fortunato primo… Il gruppo però forse esiste ancora (almeno questo spera Emanuele) nel cuore di chi ha ballato, sudato, applaudito, ascoltando quella contaminazione di suoni jazz, funk, bossa e soul che il gruppo ha portato in giro per i palchi italiani. I Bossa Nostra restano a tutt’oggi, con Funky Company (pure di Reggio Emilia), Quintetto X e Paolo Achenza (di Bari) uno dei gruppi più venduti e “suonati” nei club acid-jazz/funk-jazz, a livello mondiale, negli anni ’90.